Zeman e i suoi metodi

Ieri è stato il 73esimo compleanno di Zdenek Zeman, leggendario allenatore di calcio boemo. Zeman è stato uno degli allenatori più rivoluzionari del nostro campionato di serie A, dal sistema di gioco alla preparazione pre campionato e per i suoi allenamenti.

Il modulo tattico più utilizzato dall’allenatore boemo è il  4-3-3, famoso per la sua fase offensiva e la spettacolarità che ne segue fin dal reparto difensivo che, schierato in linea, si muove a ridosso della linea mediana del campo. Fondamentali sono i terzini che effettuano continue sovrapposizioni, mentre il centrocampista centrale è in grado di fare sia il regista sia di inserirsi in area di rigore e anche gli altri due centrocampisti partecipano alla fase offensiva. Le due ali, invece, si muovono liberamente su tutto il fronte d’attacco senza dare punti di riferimento ai difensori avversari. Questo schema tattico è basato sulla continua costruzione di triangoli in ogni zona del campo ed è abbinato alla continua ricerca di verticalizzazioni e alla palla giocata bassa. Il 4-3-3 zemaniano, quindi, si può definire un modulo ultra offensivo; infatti le squadre del boemo si sono sempre distinte per l’attacco molto prolifico e per la difesa molto spesso troppo penetrabile. Il metodo Zeman è diventato famoso nel calcio italiano soprattutto a partire dagli anni di Foggia. Anni dove è nata la “Zemanlandia” grazie al Foggia dei miracoli che conquistò la Serie A e mantenne la categoria per tre stagioni sfiorando addirittura la qualificazione alla Coppa Uefa.

Tipica disposizione delle squadre di Zeman
durante il calcio d’inizio di una partita.

Una delle cose più particolari di Zeman è sicuramente la metodica utilizzata nella fase di preparazione atletica e fisica pre stagione. La leggendaria preparazione di Zdenek Zeman ha da sempre spaventato i giocatori di mezza Serie A. Molti sono passati sotto il torchio del tecnico boemo e addirittura qualcuno ne è uscito davvero con le ossa rotte. Nelle sue preparazioni prevalgono le ripetute sui 10oo metri per 10 volte per quattro mattine consecutive, in aggiunta abbiamo il massacrante lavoro pomeridiano con le infinite serie di gradoni e innumerevoli fasi di lavoro incentrate sulla tattica, soprattutto lo sviluppo del gioco 11 contro 0. Balzi per allenare la forza rapida e reattiva, tipico degli allenamenti pliometrici. Attenzione massima per l’alimentazione ma non solo. La fase iniziale del lavoro stagionale ovviamente ha l’obiettivo di creare una base di tipo aerobico che deve essere la struttura portante di tutto quanto il lavoro che deve essere svolto sistematicamente durante tutta la stagione.  La preparazione zamaniana è svolta quasi completamente a secco e per questo ha subito nel corso degli anni numerose critiche soprattutto negli ultimi anni, dove il tecnico non è riuscito più a raggiungere ottimi risultati nella massima serie italiana.

Vediamo nello specifico la preparazione durante i ritiri precampionato.

La giornata tipo durante il ritiro estivo

Ore 7,45. Sveglia

Ore 8.00. Colazione a base di succhi di frutta e marmellata. Assolutamente vietato il caffè.

Ore 9,30. Seduta mattutina di allenamento. Senza pallone. Dopo il riscaldamento si comincia con la corsa, 10 km. Sempre con il cronometro alla mano per non sforare i tempi limite che ogni calciatore deve rispettare in base al peso e al ruolo. I dieci km possono essere suddivisi in ripetute da 1000 metri; il recupero tra le ripetizioni è di 1:1 (chi impiega 4 minuti, ha 4 minuti di tempo prima di ripartire). La mattinata termina con esercizi di mobilità articolare.

Ore 13. Pranzo a base di verdurepatate e carboidrati. Unica bevanda consentita l’acqua.

Ore 14. Riposo.

Ore 16. Seduta pomeridiana di allenamento. Spiegazione degli schemi (offensivi, nemmeno a dirlo) sulla lavagna. Poi si parte con il lavoro di forza: 16 serie di gradoni a spinta alternata. 16 serie di balzi a piedi uniti. 16 serie di gradini in rapidità. Poi, finalmente, compare il pallone; anche se non si smette di correre e fare fatica. Si provano gli schemi studiati in precedenza soprattutto le esercitazioni 11 contro 0. Il tutto termina alle ore 19 dopo aver effettuato una partitella a ritmi elevati.

Ore 20. Cena a base di pollo, verdure, acqua e integratori salini.

Ore 22,30. Si spengono cellulari, luci e si va a dormire.

Il metodo Zeman è stato sicuramente efficace negli anni passati, lo dimostrano i risultati, ma probabilmente con il calcio odierno è difficile che questo metodo riesca ad incidere in modo positivo sulla prestazione sportiva. Il calcio oggi è molto più veloce rispetto a 20 anni fa e quindi impostare una preparazione solo sulla potenza aerobica e sulla forza può non essere la scelta giusta. Inoltre, preparare allenamenti troppo pesanti e ripetitivi, non solo sono inefficaci poiché gli stimoli sono sempre gli stessi e quindi non ci saranno nuovi adattamenti, ma sono anche ripetitivi e monotoni per i giocatori e questo farà si che quest’ultimi siano poco motivati, che non è sicuramente una cosa positiva. Negli atleti di alto livello bisogna apportare continui e nuovi stimoli in modo tale da provocare sempre nuovi adattamenti e tenere alta la concentrazione e la motivazione. Quindi sicuramente, se Zeman adottasse sempre le stesse metodiche ancora oggi difficilmente riuscirebbe ad ottenere dei risultati positivi soprattutto ad alto livello, ma sicuramente non va dimenticata questa “filosofia calcistica” che è stata sicuramente una delle più folli e rivoluzionarie.

close

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *