Il metodo Bosco

Quando si parla di allenamento pliometrico è impossibile non citare Carmelo Bosco.

Bosco è stato uno dei più grandi ricercatori nella Scienza dello sport a livello internazionale. Uno dei suoi studi sicuramente più importanti è stato quello legato all’allenamento pliometrico.

L’allenamento pliometrico, chiamato anche di salti in basso, va a coinvolgere sia la parte mioegena del muscolo sia quello che è il sistema nervoso centrale.

La cosa più importante è proprio il coinvolgimento del sistema nervoso centrale poiché avrà due compiti da svolgere: la fase eccitatoria e la fase inibitoria. Nella fase eccitatoria abbiamo che un neurotrasmettitore riceve impulsi sia dal sistema nervoso centrale e sia dai fusi neuromuscolari, e li trasmette alle fibre muscolari che si andranno a contrarre. Nella fase inibitoria, invece, un ruolo fondamentale l’hanno i corpuscoli tendinei del Golgi. I corpuscoli tendinei del Golgi sono degli organi ed un tipo di propriocettore muscolare. Sono localizzati a livello della giunzione dei tendini e le fibre muscolari e hanno il compito inverso dei fusi neuromuscolari. Infatti, gli organi tendinei del Golgi controllano che non ci sia uno sviluppo eccessivo della forza in modo tale da non provocare lesioni muscolari.

Secondo Bosco, gli organi tendinei del Golgi vengono coinvolti soprattutto se vi è, dopo un salto in basso, successivo ed immediato salto in verticale. Un esercizio pliometrico dove si verifica questo è il Drop Jump.

Per Bosco importante per questa tipologia di allenamento è anche il tempo di accoppiamento, cioè il tempo che divide la fase di allungamento con la fase di accorciamento che più breve sarà maggiore è la restituzione di energia potenziale.

Un ulteriore studio svolto da Bosco ci dimostra che indossando dei giubbotti zavorrati di circa il 13% del peso corporeo dell’atleta ( il 13% deve essere la soglia massima in quanto possono essere usati anche carichi inferiori ma non superiori) durante l’allenamento pliometrico, si va coinvolgere maggiormente l’impegno delle fibre bianche durante gli esercizi di forza rapida e rapidità. Questo tipo di allenamento, quindi, migliorando la forza rapida produce un aumento della velocità dei movimenti.

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