Alimentazione e pratica sportiva

Per quanto riguarda l’alimentazione applicata allo sport, si pensa soprattutto ad una vera e propria preparazione nutrizionale dell’atleta, da realizzare nell’arco dell’intera stagione sportiva. L’adeguata e corretta alimentazione dell’atleta è uno dei cardini fondamentali per promuovere una condizione di completo e valido stato di buona salute, fisica e psichica, premessa indispensabile per il raggiungimento della migliore prestazione sportiva.

Le problematiche nutrizionali in ambito sportivo possono essere analizzate attraverso due situazioni principali:

dieta per l’allenamento (da adottare quotidianamente);

dieta per la gara (particolari adattamenti da adottare in occasione di “eventi particolari”).

Nella prescrizione di una proposta nutrizionale ad un atleta non si può prescindere dal considerare le sue abitudini alimentari preesistenti, valutarne le esigenze nutrizionali quantitative e qualitative, nonché informarsi sui contenuti tecnici, sugli orari dell’allenamento e sulla programmazione degli impegni agonistici. Oltre a ciò, possiamo indicare una serie di problematiche connesse con particolari situazioni che possono verificarsi sia durante le fasi di allenamento sia in occasione degli eventi competitivi:

1. impegno metabolico dell’allenamento e della gara;

2. idratazione;

3. apporto proteico;

4. pasto che precede la gara;

5. razione di recupero dopo la gara;

6. utilizzo di integratori;

7. doppio o triplo allenamento;

8. periodo di riposo;

9. infortuni.

L’energia necessaria per eseguire qualsiasi lavoro muscolare deriva sempre e in ogni caso dalla scissione dell’ATP in ADP e gruppo fosfato (P). Questa reazione implica la produzione contemporanea di calore che, per le elevate necessità energetiche proprie delle attività sportive, produce un innalzamento considerevole della temperatura corporea interna.

L’organismo umano, quando è sottoposto ad uno sforzo fisico, ancor di più se in condizioni di umidità, deve necessariamente attivare quei meccanismi (termoregolazione) in grado di indurre un’adeguata termodispersione. Il meccanismo più efficacie in tal senso è l’evaporazione del sudore. Solo l’acqua effettivamente evaporata produce una riduzione della temperatura corporea. Viceversa, la quota di sudore che rimane negli indumenti rimossi, non produce effetti favorevoli sulla termodispersione, ma al contrario determina soltanto una perdita d’acqua in grado di aggravare lo stato di disidratazione dell’organismo.

Pertanto, in considerazione di questi elementi e della nota scarsità delle riserve energetiche glucidiche dell’organismo umano, rappresentate esclusivamente dal glicogeno epatico e muscolare, è possibile indicare per l’alimentazione degli atleti tre “obiettivi nutrizionali principali”:

-apporto sufficiente d’energia;

-apporto maggiore di carboidrati;

-apporto maggiore di acqua.

Ve ne sono altri quattro che possiamo definire “obiettivi nutrizionali ulteriori”:

-apporto adeguato di proteine;

-apporto adeguato di minerali;

-apporto adeguato di vitamine;

-apporto adeguato di fibra.

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