Il carico

Il carico è l’insieme di esercizi proposti durante una seduta di allenamento.

Il carico è dato dal volume, dall’intensità e dalla densità.

Il volume è dato dalla quantità degli esercizi, cioè dal numero di ripetizioni, dal numero di serie, dai kg sollevati, da km percorsi e così via. L’intensità, invece, è la velocità di esecuzione dell’esercizio e dalla percentuale di massimale coinvolta. Per densità si intende una determinata quantità di esercizi a una determinata intensità in un tempo stabilito.

L’obiettivo del carico è quello di andare a rompere l’omeostasi, cioè l’equilibrio biochimico interno del nostro corpo e di crearne uno ad un livello superiore a quello di partenza attraverso quello che è l’adattamento. Per ottenere l’adattamento richiesto, però, attraverso il carico bisogna andare a stimolare gli “stressor” giusti.

Individualizzazione del carico

Il carico deve essere individualizzato, cioè a ogni atleta bisogna proporre un carico di lavoro diverso, poiché se per l’atleta “x” il carico proposto può risultare allenante e stimolante non è detto che lo sia anche per l’atleta “y”. Una cosa fondamentale quando si va ad individuare il carico è quella di tener presente l’età biologica dell’atleta e non quella cronologica.

Incremento del carico

Quando si va ad incrementare il carico la prima cosa che bisogna aumentare è il numero di sedute di allenamento, poi il volume e solo infine l’intensità. Il carico può essere incrementato sia gradualmente, andandolo ad aumentare poco alla volta dopo ogni adattamento, oppure improvvisamente se c’è un ristagno dei risultati e quindi anche di quello che è l’equilibrio. Per rompere l’equilibrio e per andarne a crearne uno successivo c’è bisogno di un carico improvviso che vada a stravolgere l’omeostasi.

L’incremento del carico può avvenire poco alla volta fino al raggiungimento della soglia massima dell’atleta che è geneticamente determinata. Oppure si può andare a periodizzare quello che è il carico, in modo tale da poter riuscire ad esprimere il massimo picco quando sarà richiesto.

Rapporto tra carico e recupero

Dopo una seduta di allenamento il livello di prestazione fisica è inferiore rispetto a quello che si aveva prima di affrontare l’allenamento. Però, dopo aver recuperato il livello non solo tornerà al livello iniziale ma addirittura lo supererà e questo fenomeno è chiamato supercompensazione. Legato al concetto di supercompensazione è il recupero in eccedenza, cioè la perdita provvisoria della condizione fisica. Se non durante il recupero in eccedenza non vengono apportati nuovi stimoli si tornerà a livello iniziale, mentre se vengono apportati il livello finale sarà maggiore di quello iniziale. Da questo ne giova vantaggio soprattutto la resistenza, poiché si avrà un recupero incompleto come avviene negli allenamenti intervallati.