Correttore posturale? No, grazie !

I correttori posturali, in vendita ormai dappertutto, sono come dei tutori che si indossano come dei gilet e vanno a trazionare le spalle.

Questi tutori non vanno a migliorare la postura di colui che li indossa, ma vanno solo ad apportare ulteriori danni. Indossare correttori posturali di questo tipo, comporta che la muscolatura posteriore, che normalmente viene chiamata in causa da alcuni movimenti naturali e quotidiani, non venga più utilizzata visto che “fa tutto” il tutore. Quindi, indossare questi tutori ci permette di stare dritti con la schiena nel momento in cui lo sì indossa, ma nel momento in cui lo si toglie, il soggetto avrà una postura ancora peggiore di quella di partenza. Tutto ciò perché questo tutore non coinvolgendo la muscolatura posteriore del corpo, fa sì che che la lunghezza e la forza dei muscoli si riducano portando a una trazione sempre minore.

Il trattamento migliore per una cattiva postura, cifosi posturale, può essere l’utilizzo della fisioterapia attraverso il rinforzo e l’allungamento della muscolatura del tronco, dell’addome, del cingolo scapolare e degli arti inferiori. Per rinforzare la muscolatura appena elencata ci viene incontro quello che è il core traning, elemento essenziale per un’ottima postura e per la prevenzione contro gli infortuni. Nel caso in cui la fisioterapia non fosse essere esaustiva viene utilizzato un trattamento ortopedico attraverso l’utilizzo di corsetti o busti gessati.

Il core

Corsetto muscolare che lavora come un’unità per stabilizzare il corpo e la colonna vertebrale in presenza o assenza di movimenti degli arti, fungendo da “centro” delle catene cinetiche funzionali (la traduzione letteraria di “core” è infatti “centro”) e consentendo il collegamento reciproco tra tratto assiale e tratti appendicolari.

Akuthota

L’attività muscolare del core va intesa come un’integrazione pre-programmata tra muscoli locali (mono-articolari) e muscoli globali (multi-articolari), con l’obiettivo di provvedere alla stabilità e produrre movimento. Il risultato finale è un’attivazione prossimo-distale che, grazie a momenti interattivi sincroni, muove e protegge le articolazioni distali.

Ogni movimento è core-dipendente ed ha quindi un’alta correlazione con il corretto funzionamento del nucleo stabilizzatore centrale e delle piattaforme di stabilità periferiche.

Il core rappresenta un’unità funzionale integra. Le catene cinetiche del corpo operano sinergicamente per produrre forze, ridurre forze e stabilizzare dinamicamente in risposta a forze anormali.

In uno stato di efficienza ottimale il core consente di:

  • distribuire armonicamente i carichi corporei prossimali e distali;
  • assorbire le forze agenti nel complesso lombo-pelvico;
  • trasferire le forze tra tratto assile e tratti appendicolari.

Il core può essere distinto in core stability e in core strenght. Il core stability è la capacità della muscolatura del core di mantenere una adeguata stabilità funzionale intorno al rachide lombare, mentre il core strenght è la capacità della muscolatura di produrre potenza attraverso la forza contrattile e la pressione intra-addominale. Core stability più core strenght danno vita al core ability. Il core ability è l’abilità di controllare la posizione e il movimento del tronco sopra il bacino, per permettere un ottimale produzione, trasferimento e controllo di forze e movimento ai segmenti distali in attività atletiche integrate.