SPORT E CUORE

L’attività fisica è molto importante per migliorare la propria salute, ma non solo. Il movimento determina un senso di benessere fisico, permettendo di scaricare la tensione nervosa, specie negli individui psico-nevrotici. Inoltre, combatte l’insonnia, mantiene un peso ideale e serve a sviluppare, senza squilibri, le masse muscolari.

Oltre a ciò, l’esercizio fisico scongiura il rischio di condizioni tipiche della vita sedentaria: l’obesità, il diabete, l’ipertensione e tutte le patologie legate al sistema cardiocircolatorio, tra cui l’infarto, una delle cause di morte più diffuse nel mondo occidentale.

IL CUORE

Il cuore è come una pompa, il motore che consente di trasportare l’ossigeno ricevuto dai polmoni alle cellule di tessuti e organi per nutrirli e di scambiare l’anidride carbonica, che rappresenta uno scarto dell’attività metabolica delle cellule, a livello dei polmoni.

È un organo cavo suddiviso in quattro camere: due atri e due ventricoli sovrapposti nel lato sinistro e destro. Il cuore è posto nel torace, dietro lo sterno che lo protegge, posizionato leggermente a sinistra e poggiato sul diaframma.

Com’è fatto il cuore?

Il cuore è formato da tessuto muscolare striato involontario, ma a differenza degli altri muscoli del corpo umano, il cuore è capace di generare da solo lo stimolo nervoso che ne assicura il movimento.

Grazie alla sua contrazione ritmica, il cuore invia sangue sia nel circolo polmonare, dove avvengono gli scambi respiratori, sia nel circolo sistemico, per adempiere alle funzioni metaboliche.

L’attività cardiaca, fatta di sistole e diastole, si realizza per l’azione di strutture nervose centrali e periferiche, indipendenti dalla volontà, che trasportano stimoli al cuore. Il cuore è quindi una macchina infaticabile, il cui eventuale arresto, anche per pochi secondi, determina lesioni irreversibili alle cellule più sensibili e più bisognose di ossigeno, come quelle del sistema nervoso.

Da qui si è in grado di comprendere l’importanza di questo organo ai fini di una perfetta efficienza fisica, ma anche la necessità di trattarlo con le dovute precauzioni, soprattutto in funzione dell’attività fisica.

Un po’ di sport

La vita frenetica di oggi non ci permette di dedicare molto tempo ed impegno ad un’attività sportiva. Inoltre, le comodità che la vita moderna ci offre, limitano l’occasione di fare anche solo un po’ di movimento fisico: qualche rampa di scale o un breve tratto di strada fatto a piedi porteranno molti benefici non solo al nostro corpo ma anche alla nostra psiche.

Il cuore si adatta al lavoro fisico con modificazioni funzionali, che si traducono in un aumento della frequenza cardiaca e della gittata sistolica (quantità di sangue espulsa in un minuto).

Essendo un muscolo di resistenza, il meccanismo di adattamento della gittata viene compensato da un aumento della lunghezza delle fibre cardiache, direttamente proporzionale alla forza della contrattilità miocardica (legge di Frank Starling).

Per tale motivo, gli atleti posseggono un cuore ipertrofico; a seconda del tipo di sport, quindi del tipo di sovraccarico, distinguiamo due tipi di ipertrofia del cuore da atleta:

  • Ipertrofia concentrica, è la conseguenza di un prolungato sovraccarico di pressione, che porta ad un aumento dello spessore parietale, alla riduzione della capacità di distensione ventricolare e alla riduzione del diametro intraventricolare. Può essere fisiologica, in risposta ad allenamenti di potenza prevalentemente isometrici o patologica;  
  • Ipertrofia eccentrica, è la conseguenza di un prolungato sovraccarico di volume che porta ad un aumento dello spessore parietale e del diametro intraventricolare. Può essere dovuta all’allenamento di resistenza prevalentemente isotonico, o a patologie come insufficienze valvolari.
L’immagine riporta sopra un cuore normale; a destra c’è l’immagine di un cuore con ipertrofia eccentrica e al centro l’immagine di un cuore con ipertrofia concentrica.
Alcuni esempi

Gli sportivi di fondo, normalmente, ingrandiscono la parte destra (per aumentata resistenza polmonare alla circolazione e aumentato afflusso venoso). Al contrario, gli sforzi brevi e intensi aumentano lo spessore del cuore sinistro, per l’aumento della pressione sanguigna nella circolazione sistemica.

Affinché questi adattamenti possano verificarsi senza danni, è indispensabile avvicinarsi allo sport in modo leggero, per poi aumentarne gradatamente l’intensità.

Attività fisica per prevenire il rischio di infarto

Un’attività fisica sana, regolare e senza sforzi aumenta il colesterolo buono (HDL), diminuisce quello cattivo (LDL), abbassa la pressione arteriosa e i livelli di glicemia ma, soprattutto, riduce il rischio di aritmie minacciose e di morti improvvise. Lo sport irregolare e interrotto bruscamente può essere dannoso, meglio farlo con gradualità e costanza.

Secondo recenti studi statunitensi, l’esercizio fisico ridurrebbe del 25% i rischi di mortalità da infarto. Infatti, la probabilità di un primo attacco cardiaco risulta raddoppiato nelle persone sedentarie di sesso maschile rispetto a coloro che praticano sport.

Gli esercizi anti-infarto sono: nuoto, tennis, footing possibilmente all’aperto e mai meno di quattro volte a settimana per 40 minuti. È sconsigliano praticare sport quando fa caldo o troppo freddo o dopo aver mangiato abbondantemente.

WELLNESS

Il termine Wellness è un’estensione ed evoluzione del concetto di fitness: si riferisce ad una filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro dell’attenzione proponendo attività sportive, pratiche di rigenerazione e mental training combinate con un’alimentazione corretta che favoriscono uno stato di benessere ed equilibrio psicofisico.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

DEFINIZIONE

Il termine “wellness” nasce come l’insieme di due termini “well being” e “fitness” ed è una parola che ha acquistato sempre più piede negli ultimi anni. L’origine di questo termine è da ricercarsi all’interno del contesto sportivo e manageriale italiano.

In un’intervista, Nerio Alessandri (Presidente Technogym) attribuisce alla sua stessa società l’invenzione di questo termine, definendolo: “il nuovo stile di vita per il benessere psico-fisico orientato al miglioramento della qualità della vita attraverso l’educazione ad una regolare attività fisica, un’alimentazione equilibrata ed un approccio mentale positivo”.

In questi anni, data l’assenza di un’origine certa di questo termine, ha preso il via un processo di “abuso” dello stesso. La prima definizione ufficiale viene fornita dall’OMS nel 1948: “Stato di completo benessere Fisico, Psichico, Sociale e non semplice assenza di malattia“.

Secondo questa definizione, Stato fisico, Psiche e Società sono i tre pilastri del benessere. Esso non è quindi da considerarsi come costituito da una singola componente: si tratta dell’equilibrio di un insieme di fattori di diversa natura, ma di eguale importanza.

BENESSERE FISICO E SALUTE

Un altro aspetto importante da considerare è lo stato patologico dell’individuo.

Lo stato di salute indica la completa assenza di malattia. Con questo termine si considerano i cosiddetti “soggetti apparentemente sani”, caratterizzati dalla completa assenza sia di stati acuti che cronici. Al contrario, il benessere non tiene conto della variabile “salute”, bensì misura lo stato di percezione personale della propria vita.

Un programma basato sul miglioramento del benessere, dal punto di vista fisico, potrà portare ad un miglioramento della percezione della propria salute ma non ad una guarigione dal proprio stato patologico.

È pertanto errato credere che l’attività fisica migliori lo stato di salute. Al contrario è esatto, e da tenere sempre a mente, che essa ricopre un ruolo fondamentale nella prevenzione:

  • Delle complicanze dovute a patologie croniche;
  • Nell’insorgenza di stati patologici nei soggetti apparentemente sani.

Dunque, si può comprendere come esista un effettivo miglioramento del benessere e non della salute.

BENESSERE PSICOLOGICO

La componente psicologica, nel contesto del benessere, è un’introduzione piuttosto recente.

Il merito di questo cambio di fronte è da attribuire soprattutto all’OMS ed alla sua definizione di Qualità della vita come: “percezione soggettiva che un individuo ha della propria posizione nella vita, nel contesto di una cultura e di un insieme di valori nei quali egli vive, anche in relazione ai propri obiettivi, aspettative, preoccupazioni”.

Questa definizione concentra l’attenzione sugli aspetti riguardanti la singola persona che viene riconosciuta come unica e diversa dagli altri soggetti che la circondano, quindi dotata di una percezione differente della vita rispetto ad un altro individuo.

Le variabili che compongono la psiche sono innumerevoli e ne analizzeremo alcune di seguito.

Adattamenti Psicologici

Con essi intendiamo le modifiche biologiche, psicologiche o comportamentali, al fine di sopravvivere all’evoluzione dell’ambiente circostante, e la capacità personale di riuscire ad attuare tali modifiche.

La psicologia evoluzionistica ritiene che esistano adattamenti mentali uguali per tutti. Essa ritiene che ci siano alcuni meccanismi a funzione specifica comuni a tutti gli individui ed originati da stimoli ambientali e modalità di vita ricorrenti. Dunque, possono esistere tratti comuni che ci portano ad operare scelte comuni ma con risoluzioni differenti.

Comportamenti

Si è visto come i comportamenti vengano influenzati da vari fattori, dalla conoscenza dell’individuo della società, dai suoi vissuti. Questo perché, i comportamenti vengono considerati come “i diversi modi di agire dei singoli soggetti di fronte allo stesso stimolo”.

Soggettività

La nostra capacità di adattarci, i nostri comportamenti e le nostre esperienze, formano il singolo individuo in maniera unica ed irriproducibile. Tale diversità diventa l’elemento centrale intorno al quale si sviluppano le nostre diverse motivazioni, le nostre diverse ambizioni, i nostri diversi interessi. Dunque, è difficile adoperare lo stesso piano d’azione per il miglioramento del benessere di un gruppo di individui differenti.

Motivazione

Esso discende direttamente da quelli che sono i nostri desideri. Più forte sarà la volontà di realizzarli e maggiori saranno la motivazione e l’impegno impiegati per raggiungere tale obbiettivo.

BENESSERE SOCIALE

Come abbiamo detto in precedenza, ci sono dei tratti comuni tra i diversi gruppi di individui. Tali tratti comuni tendono ad identificare diversi stadi di aggregazione, a partire dalla coppia e dal piccolo gruppo, ove i tratti comuni tendono ad essere maggiori, per terminare nella società, dove le somiglianze sono minime.

L’educazione che riceviamo, la religione, l’atmosfera culturale dove viviamo, la nostra etnia, la propaganda politica sono solo alcuni di questi fattori.

Il fattore più importante risulta essere la libertà personal. Viene definita come: “l’insieme delle scelte a disposizione di un individuo”. Nonostante ciò, anche essa è influenzata e vincolata da fattori personali, spesso legati alla propria condizione sociale, all’educazione sociale e religiosa ricevuta, ai vincoli etici e morali che abbiamo da esperienze di vita vissuta in prima persona solo da noi.

Si potrà parlare di libertà di benessere, solo nel caso che un individuo si trovi nella condizione effettiva di poter scegliere di vivere bene e di star bene senza nessun tipo di obbligo od imposizione.