SINDROME DEL PIRIFORME

Nella sindrome del muscolo piriforme si avverte un dolore simile a quello della sciatalgia dato dalla contrattura del muscolo piriforme.

In questa sindrome c’è presenza di un’ipertrofia del piriforme che congiunge il nervo sciatico. Le persone più colpite, da questa sindrome, sono quelle che svolgono più extra-rotazioni degli arti inferiori(es. marciatori). Alte cause scatenanti possono essere degli squilibri posturali, delle posizioni scorrette e particolari attività lavorative. Sono colpiti spesso da questa sindrome anche le persone che hanno l’abitudine di portare il portafogli nella tasca di dietro dei pantaloni.

La diagnosi di questa sindrome viene fatta con la risonanza magnetica e, inoltre, viene utilizzata l’elettromiografia per valutare l’altezza del problema. La terapia viene effettuata con la massoterapia, stretching e manipolazione.

Le vertebre

Le vertebre costituiscono lo scheletro della colonna vertebrale e sono delle ossa brevi formate da un corpo e da un arco che, insieme, delimitano un foro articolare. La successione dei fori offre lo spazio per il passaggio del midollo spinale.

Il corpo è la parte più voluminosa della vertebra, ha una forma cilindrica e presenta una faccia superiore, una faccia inferiore e una faccia di contorno. I corpi di vertebre vicine si articolano tra di loro tramite la faccia superiore e quella inferiore dove sono presenti i dichi intervertebrali.

L’arco è la parte superiore della vertebra. Dall’avanti indietro, si distinguono due peduncoli, due masse ipofisarie, due lamine e un processo spinoso, palpabile posteriormente. I margini dei peduncoli di due vertebre contigue delimitano, sovrapponendosi, un foro intervertebrale che dà passaggio al nervo spinale.

Nelle vertebre, tranne nei tratti in cui sono fuse, è possibile riconoscere caratteristiche generali di costituzione e particolarità di conformazione che consentono di assegnarle a un determinato tratto della colonna o di riconoscerle in modo individuale.

Le vertebre cervicali (C1-C7), le più piccole tra le vertebre, sostengono il capo e formano lo scheletro posteriore del collo. Le sette vertebre cervicali sono caratterizzate come tipiche o atipiche. Le vertebre cervicali tipiche sono quelle che vanno da C3 a C6. Hanno un corpo di piccole dimensioni, un ampio forame vertebrale e spesso processi spinosi bifidi. Le vertebre cervicali atipiche sono C1, C2 e C3. C1, atlante, è priva di corpo vertebrale e di processo spinoso. È costituita da un arco vertebrale anteriore ed uno posteriore uniti in entrambi i lati da masse laterali. C1 si articola con l’osso occipitale e C2. C2, epistrofeo, ha un processo a forma di dente che si proietta dal corpo vertebrale verso l’alto articolandosi con l’arco anteriore di C1. C7, vertebra prominente, ha un processo spinoso lungo e palpabile.

Le vertebre toraciche (T1-T12) hanno lunghi processi spinosi che si proiettano inferiormente, corpi vertebrali cuoriformi e delle faccette articolari superiore e inferiore orientate sul piano coronale e faccette costali che si articolano con le coste.

Le vertebre lombari (L1-L5) sono le più grandi. Hanno dei voluminosi corpi vertebrali, processi spinosi corti e ampi e una parte interarticolare, porzione della lamina posta tra le faccette articolari superiore e inferiore, che forma il collo del cagnolino che si evidenzia nelle radiografie della colonna lombare in proiezione obliqua. È una sede comune di fratture vertebrali.

Le vertebre sacrali (S1-S5) sono fuse in unico osso, il sacro, che forma la parete posteriore delle pelvi e si articola lateralmente con le ossa dell’anca. Il sacro contiene il canale sacrale che è la continuazione del canale vertebrale, la cresta sacrale mediana data dalla fusione dei processi spinosi delle vertebre sacrali, le creste sacrali mediali, quattro paia di forami sacrali anteriori e posteriori e dal promontorio.

Le piccole vertebre coccigee (3-5) sono fuse in unico osso a forma triangolare, il coccige.

BIBLIOGRAFIA

Elementi di Anatomia Umana – Anne M. Gilory – EdiSES Rivoluzione posturale – Fabio Marino – Non solo fitness Editrice

Correttore posturale? No, grazie !

I correttori posturali, in vendita ormai dappertutto, sono come dei tutori che si indossano come dei gilet e vanno a trazionare le spalle.

Questi tutori non vanno a migliorare la postura di colui che li indossa, ma vanno solo ad apportare ulteriori danni. Indossare correttori posturali di questo tipo, comporta che la muscolatura posteriore, che normalmente viene chiamata in causa da alcuni movimenti naturali e quotidiani, non venga più utilizzata visto che “fa tutto” il tutore. Quindi, indossare questi tutori ci permette di stare dritti con la schiena nel momento in cui lo sì indossa, ma nel momento in cui lo si toglie, il soggetto avrà una postura ancora peggiore di quella di partenza. Tutto ciò perché questo tutore non coinvolgendo la muscolatura posteriore del corpo, fa sì che che la lunghezza e la forza dei muscoli si riducano portando a una trazione sempre minore.

Il trattamento migliore per una cattiva postura, cifosi posturale, può essere l’utilizzo della fisioterapia attraverso il rinforzo e l’allungamento della muscolatura del tronco, dell’addome, del cingolo scapolare e degli arti inferiori. Per rinforzare la muscolatura appena elencata ci viene incontro quello che è il core traning, elemento essenziale per un’ottima postura e per la prevenzione contro gli infortuni. Nel caso in cui la fisioterapia non fosse essere esaustiva viene utilizzato un trattamento ortopedico attraverso l’utilizzo di corsetti o busti gessati.

Il core

Corsetto muscolare che lavora come un’unità per stabilizzare il corpo e la colonna vertebrale in presenza o assenza di movimenti degli arti, fungendo da “centro” delle catene cinetiche funzionali (la traduzione letteraria di “core” è infatti “centro”) e consentendo il collegamento reciproco tra tratto assiale e tratti appendicolari.

Akuthota

L’attività muscolare del core va intesa come un’integrazione pre-programmata tra muscoli locali (mono-articolari) e muscoli globali (multi-articolari), con l’obiettivo di provvedere alla stabilità e produrre movimento. Il risultato finale è un’attivazione prossimo-distale che, grazie a momenti interattivi sincroni, muove e protegge le articolazioni distali.

Ogni movimento è core-dipendente ed ha quindi un’alta correlazione con il corretto funzionamento del nucleo stabilizzatore centrale e delle piattaforme di stabilità periferiche.

Il core rappresenta un’unità funzionale integra. Le catene cinetiche del corpo operano sinergicamente per produrre forze, ridurre forze e stabilizzare dinamicamente in risposta a forze anormali.

In uno stato di efficienza ottimale il core consente di:

  • distribuire armonicamente i carichi corporei prossimali e distali;
  • assorbire le forze agenti nel complesso lombo-pelvico;
  • trasferire le forze tra tratto assile e tratti appendicolari.

Il core può essere distinto in core stability e in core strenght. Il core stability è la capacità della muscolatura del core di mantenere una adeguata stabilità funzionale intorno al rachide lombare, mentre il core strenght è la capacità della muscolatura di produrre potenza attraverso la forza contrattile e la pressione intra-addominale. Core stability più core strenght danno vita al core ability. Il core ability è l’abilità di controllare la posizione e il movimento del tronco sopra il bacino, per permettere un ottimale produzione, trasferimento e controllo di forze e movimento ai segmenti distali in attività atletiche integrate.

Le posture

“La postura è la posizione che un corpo vivente occupa nello spazio, sia nel suo insieme, sia nelle singole parti, cioè un atteggiamento ben bilanciato in perfetta armonia con la forza di gravità”

ORTELIO VINCENZINI

Le posture non devono essere considerate situazioni passive ma attive, in quanto richiedono un intervento attivo della muscolatura per poter vincere quella che è la forza di gravità. L’assunzione di determinate posture non dipendono solo da fattori neuromuscolari ma anche da fattori psicomotori e sociali. Questo sta a testimoniare come ogni situazione statica o dinamica del nostro corpo va a rispecchiare lo stato non solo fisico ma anche psichico di una determinata persona. Non esiste una postura corretta applicabile ad ogni singolo individuo poiché ogni persona l’adatta in base a condizioni fisico-strutturali, emotive e psicosociali. Questo però non deve togliere importanza all’educazione posturale che è l’insieme di situazioni di presa di coscienza del proprio corpo che porta a prevenire la manifestazione di paramorfismi nei periodi di accrescimento strutturale.

Quando si parla di postura è importante prendere in considerazione quelli che sono gli atteggiamenti e le posizioni del corpo, che sono le categorie a cui possono essere rapportate le singole posture.

Gli atteggiamenti sono figure statiche assunte da alcune parti del nostro corpo (atteggiamenti parziali) o dal corpo in generale (atteggiamenti totali) indipendentemente ai rapporti che si hanno con il mondo esterno.

ATTEGGIAMENTI PARZIALI

Atteggiamenti parziali Tipologia
BustoAtteggiamento lungo: il vertice del capo è alla massima distanza dal bacino
Atteggiamento breve: il vertice del capo è avvicinato al bacino
Atteggiamento ruotato: tutti i segmenti del busto sono ruotati attorno all’asse longitudinale
Arti Atteggiamento lungo: tutti i segmenti dell’arto compongono una figura rettilinea e le due estremità dell’arto sono lontane
Atteggiamento breve: le due estremità dell’arto sono avvicinate e i segmenti che lo compongono formano tra loro angoli acuti
Atteggiamento semibreve:le due estremità dell’arto sono avvicinate e i segmenti che lo compongono formano tra loro angoli retti o ottusi
Atteggiamento ruotato: l’estremità distale è ruotata attorno proprio asse longitudinale


ATTEGGIAMENTI TOTALI

TipoIl punto più alto del capo è alla distanza massima dalla punta dei piedi uniti ed in estensione
Ruotato Tutti i segmenti del corpo dal capo ai piedi sono ruotati attorno al proprio asse longitudinale
ArcoL’occipite è avvicinato ai talloni e tutto l’arto inferiore in estensione è avvicinato al tronco posteriormente
GinocchioLe cosce sono in linea con il busto che assume un atteggiamento lungo e le gambe compongono un angolo di 90° rispetto alle cosce
RaccoltaArti inferiori in atteggiamento breve e busto in atteggiamento lungo
Massima raccoltaArti inferiori e busto in atteggiamento breve e fronte avvicinata alle ginocchia
SquadraAngolo di 90° tra busto ed arti inferiori in atteggiamento lungo
Massima squadraArti in atteggiamento lungo e busto in atteggiamento breve anteriormente con fronte avvicinata alle ginocchia

Le posizioni sono rapporti delle parti del corpo o del corpo in toto con l’esterno. Si dividono in prese, attitudini e stazioni.

PRESE

PlantareEffettuata con la pianta del piede
AddominaleEffettuata con l’addome
Ascellare Effettuata con le ascelle
BrachialeEffettuata con le braccia
Palmare Effettuata con il palmo della mano aperta
DigitaleEffettuata con i polpastrelli delle dita
MetacarpeaEffettuata con il polso
PopliteaEffettuata con la parte posteriore del ginocchio
TibialeEffettuata con le gambe incrociate
CruraleEffettuata con la parte posteriore delle cosce

ATTITUDINI

Attitudini semplici
Di appoggioIl centro di gravità è sopra al sostegno
Di sospensione Il centro di gravità è sotto il sostegno
NeutraIl centro di gravità è alla stessa altezza del sostegno
Di voloNon esiste contatto con il suolo e gli attrezzi
Attitudini complesse
Di doppio appoggioIl corpo si regge in appoggio sul sostegno con due parti del corpo
Di doppia sospensioneIl corpo si sospende con due diverse parti del corpo
Di appoggio e sospensione mistaIl corpo in appoggio su uno o due piedi e contemporaneamente in sospensione con una o due mani

STAZIONI

Stazione erettaStazione tipo
Stazione sedutaIl corpo è in appoggio con i glutei e con la parte posteriore degli arti ed il busto è eretto
Stazione in ginocchioIl corpo è in appoggio al suolo con una o entrambe le ginocchia ed il busto è eretto
DecubitoIl corpo è in appoggio al suolo completamente. Decubito prono se il corpo si appoggia con la parte anteriore, decubito supino se appoggia con la parte posteriore, decubito laterale se appoggia con una delle parti laterali
Stazione in quadrupediaIn corpo è in appoggio al suo con entrambe le mani e i piedi. Può essere prona o supina
Stazione a corpo proteso Prevede un rapporto inclinato dell’asse longitudinale del corpo con il suolo. Può essere proteso in avanti o dietro

Per avere un’ottima postura è importante allenare soprattutto la muscolatura addominale e quella del dorso.

BIBLIOGRAFIA– Francesco Casolo – Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano