WELLNESS

Il termine Wellness è un’estensione ed evoluzione del concetto di fitness: si riferisce ad una filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro dell’attenzione proponendo attività sportive, pratiche di rigenerazione e mental training combinate con un’alimentazione corretta che favoriscono uno stato di benessere ed equilibrio psicofisico.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

DEFINIZIONE

Il termine “wellness” nasce come l’insieme di due termini “well being” e “fitness” ed è una parola che ha acquistato sempre più piede negli ultimi anni. L’origine di questo termine è da ricercarsi all’interno del contesto sportivo e manageriale italiano.

In un’intervista, Nerio Alessandri (Presidente Technogym) attribuisce alla sua stessa società l’invenzione di questo termine, definendolo: “il nuovo stile di vita per il benessere psico-fisico orientato al miglioramento della qualità della vita attraverso l’educazione ad una regolare attività fisica, un’alimentazione equilibrata ed un approccio mentale positivo”.

In questi anni, data l’assenza di un’origine certa di questo termine, ha preso il via un processo di “abuso” dello stesso. La prima definizione ufficiale viene fornita dall’OMS nel 1948: “Stato di completo benessere Fisico, Psichico, Sociale e non semplice assenza di malattia“.

Secondo questa definizione, Stato fisico, Psiche e Società sono i tre pilastri del benessere. Esso non è quindi da considerarsi come costituito da una singola componente: si tratta dell’equilibrio di un insieme di fattori di diversa natura, ma di eguale importanza.

BENESSERE FISICO E SALUTE

Un altro aspetto importante da considerare è lo stato patologico dell’individuo.

Lo stato di salute indica la completa assenza di malattia. Con questo termine si considerano i cosiddetti “soggetti apparentemente sani”, caratterizzati dalla completa assenza sia di stati acuti che cronici. Al contrario, il benessere non tiene conto della variabile “salute”, bensì misura lo stato di percezione personale della propria vita.

Un programma basato sul miglioramento del benessere, dal punto di vista fisico, potrà portare ad un miglioramento della percezione della propria salute ma non ad una guarigione dal proprio stato patologico.

È pertanto errato credere che l’attività fisica migliori lo stato di salute. Al contrario è esatto, e da tenere sempre a mente, che essa ricopre un ruolo fondamentale nella prevenzione:

  • Delle complicanze dovute a patologie croniche;
  • Nell’insorgenza di stati patologici nei soggetti apparentemente sani.

Dunque, si può comprendere come esista un effettivo miglioramento del benessere e non della salute.

BENESSERE PSICOLOGICO

La componente psicologica, nel contesto del benessere, è un’introduzione piuttosto recente.

Il merito di questo cambio di fronte è da attribuire soprattutto all’OMS ed alla sua definizione di Qualità della vita come: “percezione soggettiva che un individuo ha della propria posizione nella vita, nel contesto di una cultura e di un insieme di valori nei quali egli vive, anche in relazione ai propri obiettivi, aspettative, preoccupazioni”.

Questa definizione concentra l’attenzione sugli aspetti riguardanti la singola persona che viene riconosciuta come unica e diversa dagli altri soggetti che la circondano, quindi dotata di una percezione differente della vita rispetto ad un altro individuo.

Le variabili che compongono la psiche sono innumerevoli e ne analizzeremo alcune di seguito.

Adattamenti Psicologici

Con essi intendiamo le modifiche biologiche, psicologiche o comportamentali, al fine di sopravvivere all’evoluzione dell’ambiente circostante, e la capacità personale di riuscire ad attuare tali modifiche.

La psicologia evoluzionistica ritiene che esistano adattamenti mentali uguali per tutti. Essa ritiene che ci siano alcuni meccanismi a funzione specifica comuni a tutti gli individui ed originati da stimoli ambientali e modalità di vita ricorrenti. Dunque, possono esistere tratti comuni che ci portano ad operare scelte comuni ma con risoluzioni differenti.

Comportamenti

Si è visto come i comportamenti vengano influenzati da vari fattori, dalla conoscenza dell’individuo della società, dai suoi vissuti. Questo perché, i comportamenti vengono considerati come “i diversi modi di agire dei singoli soggetti di fronte allo stesso stimolo”.

Soggettività

La nostra capacità di adattarci, i nostri comportamenti e le nostre esperienze, formano il singolo individuo in maniera unica ed irriproducibile. Tale diversità diventa l’elemento centrale intorno al quale si sviluppano le nostre diverse motivazioni, le nostre diverse ambizioni, i nostri diversi interessi. Dunque, è difficile adoperare lo stesso piano d’azione per il miglioramento del benessere di un gruppo di individui differenti.

Motivazione

Esso discende direttamente da quelli che sono i nostri desideri. Più forte sarà la volontà di realizzarli e maggiori saranno la motivazione e l’impegno impiegati per raggiungere tale obbiettivo.

BENESSERE SOCIALE

Come abbiamo detto in precedenza, ci sono dei tratti comuni tra i diversi gruppi di individui. Tali tratti comuni tendono ad identificare diversi stadi di aggregazione, a partire dalla coppia e dal piccolo gruppo, ove i tratti comuni tendono ad essere maggiori, per terminare nella società, dove le somiglianze sono minime.

L’educazione che riceviamo, la religione, l’atmosfera culturale dove viviamo, la nostra etnia, la propaganda politica sono solo alcuni di questi fattori.

Il fattore più importante risulta essere la libertà personal. Viene definita come: “l’insieme delle scelte a disposizione di un individuo”. Nonostante ciò, anche essa è influenzata e vincolata da fattori personali, spesso legati alla propria condizione sociale, all’educazione sociale e religiosa ricevuta, ai vincoli etici e morali che abbiamo da esperienze di vita vissuta in prima persona solo da noi.

Si potrà parlare di libertà di benessere, solo nel caso che un individuo si trovi nella condizione effettiva di poter scegliere di vivere bene e di star bene senza nessun tipo di obbligo od imposizione.